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La terra che gli ha lasciato suo padre è composta da pascoli, boschi, ulivi e vigneti.
Lui l’ha battezzata Silva Plantarium

Vini

In campagna Mario Dannabella importuna l’opera della Madre Terra il meno possibile. Le montagne tutte intorno, il movimento collinare del terreno, la flora e la fauna e l’escursione termica tra il giorno e la notte formano un microclima perfetto per la sua vita e vite. Come anche l’umidità naturale attivata dai piccoli bacini d’acqua artificiali, la brezza marina, il suolo ricco di humus, arenaria, argilla e calcare.

le vigne

Quattro sono le sue vigne: Tempa d’Elia e Casino sono già produttive mentre per Facenna e Terra Rossa ci vorrà ancora qualche anno di pazienza e dedizione. Raccoglie Aglianicone, Aglianico, Fiano, Santa Sofia e Mangiaguerra a mano, con cura. In una piccola cantina, posta nei locali sotterranei di un antico e semplice casolare di campagna detto il Casino del Cardinale, accoglie le uve e le prepara ad affrontare il mondo. Mario è nato al suo interno e qui viveva con la sua famiglia. Far nascere e crescere i suoi vini non è e non sarà facile.
Lui si impegna per dare loro il meglio, ma saranno proprio loro a dover trovare la giusta strada, seguendo, ognuno, la propria personalità e sensibilità.

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Bruxento

Il rosso Buxento dal nome della città Buxentum con il quale i romani chiamarono la città greca Pixunte,

oggi Policastro, posta alla foce del fiume Bussento che con un taglio naturale risale e fende la terra cilentana. È un uvaggio di Aglianicone (90%) e Aglianico (10%): più saggio e riflessivo, sente tutta la responsabilità di essere il primogenito. Dopo la fermentazione in acciaio, attende e matura pazientemente per due anni in orci di creta sigillati.

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Bruxento IGP Paestum Rosso

Quante cure, emozioni, ansie, sogni e preoccupazioni per la nascita delle prime bottiglie di Buxento!
È ottenuto con uve Aglianicone del Cilento (90%) e Aglianico 10%.
Dal colore importante e compatto, questo grande rosso si presenta color rubino vivo. Le famiglie dei profumi al naso escono in successione continua, lasciando prevalere la croccantezza dei frutti rossi insieme al cuoio. In bocca l’equilibrio e la freschezza colpiscono al primo assaggio, insieme all’eleganza dei tannini che appaiono educati e perfettamente armonizzati. E’ un vino verticale, di quelli che non si siedono in bocca, di grande piacevolezza.

 

L’uva è stata raccolta esclusivamente a mano nell’ultima settimana di settembre 2014, selezionando i grappoli, i quali vengono poi diraspati e pigiati. La fermentazione è stata fatta in fermentini di acciaio con lieviti autoctoni grazie all’innesto del pied de cuve ottenuto da una piccola percentuale di uva raccolta e messa a fermentare qualche giorno prima. Senza aggiunta di solforosa la macerazione delle bucce è durata circa dieci giorni. Durante tale periodo si è prestata la massima attenzione al dosaggio dell’ossigeno mediante rimontaggi e délestage. In fase di svinatura è stata eseguita una soffice pressatura delle bucce il cui prodotto è stato aggiunto al vino fiore. Dopo circa un mese il vino è stato trasferito in anfore di terra cotta, dove ha concluso l’ affinamento nel mese di giugno 2016. Imbottigliato senza l’aggiunta di solforosa e senza alcun intervento di chiarificazione o filtrazione ha proseguito il periodo di affinamento in bottiglia per circa 4 mesi.

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Kamaratòn

Il vino bianco Kamaratòn custodisce dentro di sé l’amore tra Fiano (50%) e Santa Sofia (50%) come anche tra la bellissima fanciulla Kamaratòn e Palinuro, il nocchiero di Enea.

Secondo una leggenda locale Palinuro si innamorò di Kamaratòn, la quale non ricambiò il suo amore ed egli, disperato, la inseguì nel fondo del mare, morendo. Venere allora, sdegnata per la crudeltà di Kamaratòn, la trasformò in roccia, dando così il nome al borgo di Camerota, adiacente al villaggio di Palinuro. Kamaratòn e Palinuro vivranno, così, vicini per sempre.

Kamaratòn IGP Paestum Rosso

Le prime bottiglie di un vino bianco ottenuto da uve Fiano (50%) e Santa Sofia (50%).
Un bianco dalla struttura forte e audace. Si presenta limpido, di un giallo dorato dai riflessi aranciati, accattivante. Il tessuto olfattivo è complesso e fresco al tempo stesso. L’albicocca secca e la vaniglia emergono su tutto, lasciando immaginare una bellissima grassezza all’ingresso in bocca. Quanto promesso al naso, viene mantenuto al primo sorso: avvolgente, sapido con quella acidità che conferisce grande piacevolezza. Da apprezzare dopo qualche anno di bottiglia.

 
 

I grappoli selezionati sono stati raccolti la prima settimana di settembre 2015. Dopo la diraspatura e la pigiatura, la fermentazione è avvenuta ad opera dei lieviti naturali presenti sugli acini. La macerazione alcolica delle bucce è stata fatta all’interno di fermentini in acciaio fino al grado babo “0”. È seguita poi la svinatura, un travaso e un passaggio di maturazione in botti di legno a contatto con le fecce fini. Imbottigliato ad agosto 2016 senza l’aggiunta di solforosa e senza alcun intervento di chiarificazione o filtrazione ha proseguito l’affinamento in bottiglia per circa 4 mesi.